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Se fossi scemo sarei lui


Se fossi alcool sarei rhum.


Se fossi una canzone sarei Alive.


Se fossi un libro sarei Il gabbiano
Johnathan Livingstone


Se fossi un luogo sarei laSavana


Se fossi un piatto sarei 1 carbonara


Se fossi una massima sarei:
"il 'se' e il 'ma' è il paradiso dei
Coglioni!" 

Persiana Jones - Quello che mi va


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Diario | Sogno o son desto? |
 
Diario
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29 ottobre 2008

Shhhhhhhhhhhhhh!

                     

 

Ma te ci pensi al silenzio? cos'è il silenzio se non la mancanza di rumore, di suoni o di parole? E' un po' come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, nel senso che: quando c'è pace assoluta, è merito del silenzio che c'è o della mancanza di rumore? Non lo so, fatto sta che il silenzio è un'arma a doppio taglio.
In alcune circostanze il silenzio per me è un veleno, ad esempio quando mi aspetto che qualcuno dica qualcosa ed invece non lo fa. In quel caso comincio a rimurginare, a contorcermi, a mettermi in piedi sulle mani per non pensare o a strapparmi i peli dal naso per occupare la mente. Ma niente, rimurgino come una mucca al di là della staccionata che guarda fissa la tizia che dice al marito: accosta! voglio fargli una foto! E' in quel momento che intervallo gli occhi grandi, per captare ogni minimo movimento, a momenti in cui li ho stretti tipo Bud Spencer per fare uscire le pensate una ad una in fila indiana.
Fortunatamente non è solo questo il silenzio per me. E' anche pazzia. Così capita spesso di ritrovarmi in macchina con gli amici che dicono: "zittiiiiiiii che così Ste ride!" A turno si ammutoliscono, restano immobili ed inespressivi. La macchina va per alcuni secondi e mi metto subito una mano davanti alla bocca come a trattenere la risata che puntualmente si trasforma da ghigno in lacrimoni. E' più forte di me: se qualcuno sta zitto per farmi ridere, in poco meno di un minuto esplodo. Solo che ho la risata contagiosa e a ruota cominciano a ridere anche gli altri...e prova a fermare la risata di quattro rincoglioniti se ci riesci! A volte ci provo e per alcuni istanti sono serio...ma poi nei posti dietro sento una zip di un giubbotto, il rumore di un posacenere che si chiude, un qualsiasi rumorino fatto apposta per destabilizzare la mia serietà....e "bastaaaaaaa!!!! ahahahahahah, fatemi almeno ahahahahaha asciugare la faccia che tra un po' ahahahahaha muoio!". Poi prendo fiato...finalmente ci riesco. Penso agli attori che riescono a trasformare l'umore recitando e se ce la fanno loro, chi sono io per non farcela? e mi vedo in un set cinematografico...tutta la troupe attorno in attesa della mia prestazione. La concentrazione è al massimo, serio come non mai. Il regista prende in mano il megafono "...ragazzi attenzione! al mio tre....uno, due , tre.....SILENZIO e ciak si gi..."
 
io: "bbbbuuuuaaaaahahahahahahahahahahahahahahahahah".




permalink | inviato da laSavana il 29/10/2008 alle 21:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

6 ottobre 2008

Prego, accomodati.

        
                        
savana: sì, buongiorno! sono Stefano Biondi.
dall'altra parte del telefono:
??
-
di Cesenatico!
ah, Stefano! ciao, sono YYYYYYY!
ciao direttore! Posso passare lì in banca oggi per parlare del conto e di un altro paio di cose?
aspetta che sento...Sì, passa pure!
ok, a dopo allora, ciao.
a dopo, ciao.

Raggiungo Ravenna nel pomeriggio, parcheggio davanti ai vigili (...Aspetta che metto qualche spiccio nella macchinetta va!) Mi avvio a piedi ed arrivo sulla porta. Uhm, che succede? ci sono due camionette dei Vigili del Fuoco proprio lì davanti...
Arriva il direttore.
Direttore:
ciao Stefano.
savana:
ciao, Xxxxxxx. Vabbè che vengo di rado qua, ma addirittura chiamare i pompieri?!
Direttore:
no, tranquillo, non sono qui per la banca...solo che hanno parcheggiato qui.

Passa qualche minuto nell'attesa che le due impiegate tornino dalla pausa pranzo ed arriva un camion di muratori. Scende il capo muratore.
Capo muratore: Sta prendendo fuoco tutto, qua?
Direttore:
non lo so, hanno parcheggiato qui.
Capo muratore: manca solo Berlusconi e ci siamo tutti.
savana:
o.O

Mentre si era ormai formato un gruppetto di curiosi, arrivano le impiegate.
Direttore:
Stefano, entriamo pure. Ecco, lei è Xxxxxx...parla pure con lei.
Savana che pensa (osta...)

Mi siedo in fondo al corridoio, alla sua scrivania. Arriva l'altra impiegata e dice:
Ehi Xxxxxx, sai chi è lui? ti faccio un po' di Gossip ghghghgh....E' Stefano, l'ex di Silvia!
Xxxxxx: ahhhhh, ecco perchè conosci il Direttore.
Savana: eh.

Iniziamo a parlare di "affari": di conto corrente, di spostare questo qui di là ecc..ecc...
Xxxxxx:
aspetta un attimo. Ti abbiamo mai fatto il MiFid?
savana (mentre si stava allacciando una scarpa nell'attesa che lei stampasse dei documenti):
Ehhhh?
Xxxxxx:
A sapere cos'è...vero?

Il discorso comincia ad arricchirsi di termini prettamente bancarii e ciò richiede un po' più di attenzione. Lei parla, io annuisco. Continua con questo argomento stile montagne russe, dove a volte capisco perfettamente e a volte mi chiedo se le cose che mi sta dicendo appartengano ad un elenco di una ricetta aliena. Faccio domande come a scuola, con la mano alzata insomma. Lei spiega, parla, parla ed io , attentissimo, penso (mmm...non è sposata. Eh, non ha la fede al dito...). Ritorno con la testa in quella scrivania, ho capito perfettamente, ma l'occhio mi cade alla mia sinistra dove a trenta centimetri c'è una finestra che dà su un cortile interno dell'edificio. Lei continua a parlare e vedo una sagoma arancione avvicinarsi alla finestra. Faccio finta di nulla, intervengo nel discorso di lei facendole capire che sto seguendo correttamente.

Al vetro della finestra intanto si sente: TOC...TOC...TOC...
Lei guarda la finestra e fa finta di nulla tornando al discorso appena interrotto.

TOC. TOC. TOC...Scusi, mi tira lo sciacquone?
-
come?
-Capo muratore al di là del vetro:
mi può tirare lo sciacquone del bagno?
-
sì, un attimo. Scusa Stefano, ma oggi va così...arrivo subito.

Arriva il direttore:
ma dov'è Xxxxxx?
savana:
a tirare lo sciacquone.
Direttore:
o.O

Torna Xxxxxx dal bagno.
Direttore:
da domani tutti a digiuno. Perchè se poi andiamo in bagno si allaga tutto...
-
e se andassimo in ferie?

Riprendiamo il nostro discorso. Bla bla bla. Io ascolto ogni parola.
Parte un martello pneumatico al di là del vetro. Lei è costretta ad urlare per farsi sentire da me ,attentissimo e con la tipica espressione di chi sta cercando di capire con tanto di occhi stretti. Passano dieci minuti e mentre faccio qualche autografo su una pila di fogli, il martello pneumatico si ferma.
Al suo posto si sente:
TOC..TOC..TOC...
Questa volta lei è decisa a far finta di nulla.

TOC..TOC..TOC..TOC..TOC..TOC..
Xxxxxx:
sì????
capo muratore:
ch'è? m' attacca la spina?
-
quale spina?
-questa!
-
e dove la metto.
-
faccia lei, basta che l'attacchi.
-
scusami ancora Stefano....

-ma questa è grande! la presa invece è piccola!
-
tenga!
ah ok, fatto!
-
Grazie. Ma l'altra spina l'ha staccata?
-
no! se non me lo dice che ne so io?! La stacco...
-
no no, la lasci pure. Deve stare attaccata.
- e vabbè.

Torna un po' di pace...completiamo i discorsi interrotti con una risata. Ci salutiamo con una stretta di mano ed un "è stato un piacere, a presto" ma avrei voluto chiudere il colloquio con un " Che figata...anche io ora posso dire LA MIA BANCA E' DIFFERENTE".




permalink | inviato da laSavana il 6/10/2008 alle 20:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

4 ottobre 2008

Un attimo ancora ed ho il titolo!

Ho trovato. Vado in giro a braccia conserte e come pollicino lascio le traccie, dove al posto di ogni briciola lascio un pensiero, un peso, un uff. Eh ma c'ho messo una mezza giornata per capirlo eh...mica pizza e fichi!
Per giungere alla conclusione ho fatto le scale di un appartamento in cui ho lasciato gran parte dei pensieri. Sì, sul mobile in camera c'era una matrioska formata da 4 elementi. Ne ho aperto uno ad uno e infilatoci quattro sbuffi, dal più grande al più piccolo. Ho attraversato un mercato a piedi di sabato mattina in mezzo a gente che per rincorrere l'acquisto del secolo non mi notava fino a darmi delle spallate. Lì,in quelle spalle, ne ho lasciati a bizzeffe (osta, chissà quante volte avrò scritto bizzeffe nella mia vita).
Credo di aver risparmiato solo quel tizio che da dietro mi chiama per nome, mi volto e mi chiede " ma cosa ci fai qua???". La risposta perfetta è stata " eh...ho fatto un giro". Poi mi saluta mentre spinge la carrozzina e mi fissa moltissimo il beauty che avevo in mano.
Poi sono tornato da lui, il mare, notando che non cambia mai, è sempre incazzato. Allora gli ho versato tutto quello che avevo in tasca. Il fatto che dopo mezz'ora mi abbia sorriso con un arcobaleno proprio lì davanti non so se prenderlo come un augurio o una presa per il culo, ma vabbè. Infine ho avuto l'idea di cercare spensieratezza e pace interiore passeggiando sul molo dato il bel sole che c'era...Camminata durata cinque minuti: il tempo di accorgermi di essere accerchiato da coppie di innamorati che si tenevano per mano. Dietro front, subito.
Peccato però, c'era un'atmosfera magica.
                
Ecco, ora sono qui, libero da ogni pensiero e con una sola carota nello stomaco. Nelle orecchie la parola "meraviglia" cantata la sera prima, negli occhi quello che sto scrivendo.Nelle mani la cenere che si stacca dalla sigaretta ormai spenta.



 




permalink | inviato da laSavana il 4/10/2008 alle 18:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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